Perchè “Il giardino delle arance”

L’arancio da sempre evoca luoghi lontani, un incrocio di culture e sapori antichi, ma anche estremamente familiari; probabilmente originario della Cina e del sud-est asiatico, questo tipico frutto invernale sarebbe stato importato in Europa solo nel XIV secolo da marinai portoghesi unendo idealmente est e ovest, nord e sud.

Secondo la mitologia greca la dote di Era, andata sposa a Zeus, consistette in alcuni alberelli i cui frutti erano dei meravigliosi globi d’oro, cioè arance, simbolo della fecondità e dell’amore. Zeus, preoccupato che dei ladri potessero sottrargli quel dono prezioso, li custodì in uno straordinario giardino sorvegliato dalle ninfe Esperidi, mitiche fanciulle dal canto dolcissimo. Di qui il nome greco di esperidi dato a tutti i frutti degli agrumi.

Un frutto dunque che unisce, simbolo di armonia (la stessa forma tonda suggerisce un’idea di perfezione), di viaggi lontani, di culture che hanno saputo scambiare prodotti e saperi diversi.

Il Giardino delle Arance non può che essere un luogo d’incontro e di pace, un luogo in cui comprendere che “lo scambio” è il vero motore del progresso non solo in termini sociali, ma senza dubbio anche economici. Senza gli scambi non ci sarebbe la ricchezza del contemporaneo…non ci saremo semplicemente noi!
Integrare, interagire, relazionarsi può essere un arricchimento dovuto ad una personale sensibilità socio-culturale, ma è senza dubbio una necessità per la sopravvivenza della specie.