Nel sociale associazioni in rete per il bene comune

“Mantenere e sviluppare la partecipazione” questa la promessa di Marta Nalin in campagna elettorale e che ora intende mantenere da assessore con delega a: sociale, integrazione e inclusione sociale, partecipazione, politiche di genere e pari opportunità. Deleghe che toccano in profondità la vita delle persone. 

Come pensa di relazionarsi col mondo del volontariato?

«Il volontariato e le associazioni sono soggetti fondamentali per gestire il Sociale ed è mia ferma  intenzione valorizzare questa risorsa.  La cosa che ritengo importante è il riuscire a mettere in rete le associazioni che già collaborano con l’Amministrazione perché il loro contributo sia il più efficace possibile. Voglio che ognuno possa svolgere il proprio servizio nella condizione migliore e in un’azione coordinate per essere il più utili possibili alla comunità».

Qual’è il primo passo in questa direzione?

«Incontrare le associazioni e metterle insieme facendo rete su temi specifici quali i servizi agli anziani o il sostegno per le politiche ai migranti. Su temi come questi ci sono proposte meravigliose e servizi che le associazioni già fanno, ma che insieme possiamo fare meglio. Penso, per esempio, di dover pensare già adesso alla “questione freddo”: l’attività delle associazioni è preziosa da sempre quindi se ci coordiniamo prima che arrivi l’emergenza, innanzitutto ci togliamo l’affanno dell’ultimo minuto e soprattutto credo che insieme possiamo trovare le soluzioni migliori».

Le associazioni chiedono contributi. Come pensa di intervenire?

«Con l’assestamento di bilancio abbiamo la possibilità di rimettere in discussione alcune decisioni prese in precedenza e quindi dare respiro ad alcune associazioni. Sappiamo di contratti per le sedi non rinnovati quindi stiamo realizzando una mappatura per capire chi ha problemi e poter rimettere in ordine le cose che nel periodo del commissariamento sono state lasciate andare. Comunque su affitti e tariffe pensiamo a un cambio di passo perché il rapporto fondamentale deve essere lo scambio di servizi: “ti do una sede tu mi dai un servizio”. Puntiamo su questa modalità, sul fatto che la sinergia tra Amministrazione pubblica e associazioni ci sia il più possibile uno scambio. Questo, comunque, non esclude il contributo per alcune realtà. Valorizzare il servizio che fanno significa non quantificarlo dal punto di vista economico, ma di scambio di servizio. Le associazioni di volontariato lavorano per il bene comune e le scelte politiche sono anche scegliere le proposte migliori per la comunità».

Come si attiva la partecipazione?

«Garantendo la maggiore trasparenza nella partecipazione di tutte le associazioni per metterle nella condizione di partecipare davvero insieme all’Amministrazione al servizio della comunità. Vorrei evitare che siano presenti sempre le stesse associazioni, ma consentire l’accesso a tutte senza mettere in discussione quanto fanno e valorizzando quelle che da anni supportano l’azione sociale. Va data la possibilità a tutte le associazioni di dare una mano: qui si gioca la partita della trasparenza e della partecipazione».

Integrazione, politiche di genere e  pari opportunità sono deleghe delicate…

«Sono deleghe importanti perché toccano la vita delle persone. Sull’integrazione occorre riprendere il contatto con le comunità dei cittadini stranieri che vivono a Padova. Alcune sono ben integrate e la consulta delle comunità è uno spazio di rappresentanza democratica che ci consentirà di agire. Per quanto riguarda le politiche di genere la Giunta ha dato un segnale forte già prima dell’estate tagliando le proprie indennità in favore delle azioni contro la violenza sulle donne e recuperando fondi sia dal ministero sia a livello regionale. La commissione pari opportunità va ricostituita e rimessa in piedi facendo una valutazione sulla composizione: fondamentali i progetti di formazione rivolti agli adulti e quelli di educazione che dovranno coinvolgere le scuole. In questi ambiti ci sono associazioni che fanno lavori straordinari, anche di nicchia, che vorremmo valorizzare. L’obiettivo è quello di trasformare il pensiero generale sulla violenza».