Sport per tutti e in tutti i quartieri

«Un settore da ristrutturare e le strategie giuste da individuare e applicare». E’ quello che il neo assessore allo sport del Comune di Padova Diego Bonavina, già atleta e dirigente sportivo nonché avvocato, ha avviato da quanto il 7 luglio scorso è entrato a far parte della nuova Giunta di Palazzo Moroni.

Qual è il suo primo obiettivo?

«Credo sia fondamentale rilanciare lo sport di base che negli ultimi tre anni è stato penalizzato. Dobbiamo partire dalle tariffe. E’ assurdo che siano aumentate perché, a cascata, vengono veramente danneggiate le famiglie: per assorbire l’aumento praticato dal Comune le associazioni alzano il costo delle quote di iscrizione, i ragazzi devono pagare di più e le famiglie non ce la fanno. E una famiglia deve potersi permettere di far praticare uno sport ai propri figli. Durante la campagna elettorale una signora mi ha raccontato la sua frustrazione nel non poter sostenere il costo della piscina per i tre figli: una famiglia non deve avere problemi per accedere allo sport di base. Padova è una città in cui lo sport ha molte eccellenze, dove esiste uno sport di base e uno di élite che vanno mantenuti su piani diversi anche per i contributi: per una società sportiva importante un contributo di duemila euro non significa niente, ma per una piccola significa la possibilità di vivere».

Come vede il rapporto del suo assessorato con il mondo delle associazioni?

«In una città siamo tutti collegati e quindi lavoro in sinergia con il sociale perché se allo sport di base non ci sono i volontari che ci aiutano non facciamo più niente. Nello sport sono attive 500 associazioni le tutte sono elementi importanti per fornire al meglio la possibilità che tutti possano praticare un’attività sportiva. Le associazioni mi servono per portare lo sport in piazza perché lo sport deve arrivare alla famiglia, non viceversa. Dobbiamo essere noi a offrire opportunità e per questo vogliamo organizzare eventi e abbiamo chiesto la massima collaborazione al Centro Servizi Volontariato».

Pensa a molti eventi nei quartieri?

«Certamente. Vogliamo puntare sulla quantità e non sul grande evento una volta ogni sei mesi. Ne faremo tanti, utili per far vivere i quartieri. Anche per quanto riguarda gli impianti ci sarà un occhio di riguardo per le zone un particolari che devono essere riqualificate. Con un impianto sportivo in buone condizioni creo aggregazione e movimento e quindi aiuto la sicurezza di quella zona. Non sono azioni che si improvvisano e prevedono tempi lunghi di realizzazione, ma il buon risultato è sicuro».

In che condizioni sono gli impianti?

«Molti impianti di base sono fatiscenti. Li stiamo verificando tutti, a uno a uno, per capire la portata dei problemi e quindi in che modo metter mano per poter dare alla città un buon sistema di impianti sportivi di base. Certo non possono essere utilizzati così come sono: in molti manca il riscaldamento e la refrigerazione, eppure ospitano gli anziani. Va poi ben calibrato il rapporto con il gestore dell’impianto sportivo: non si deve “guadagnare” con lo sport di base, ma se il Comune aumenta le tariffe, tutti alzano i prezzi e sappiamo che il 20% delle famiglie non è in grado di pagare”.

Donatella Gasperi