Elezioni comunali a Padova: il Volontariato sarà protagonista

«La politica è importante e noi non siamo spettatori silenziosi, siamo protagonisti» così il presidente del CSV di Padova Emanuele Alecci pensando non solo a quanto fanno quotidianamente le 700 associazioni che rappresenta, ma anche al futuro di Padova che si prepara alle elezioni comunali. Il Volontariato non è indifferente perché da chi siede a Palazzo Moroni dipendono molte delle scelte che segnano la nostra quotidianità: dall’impegno per il Bene comune alla cura delle fragilità, dall’offerta scolastica alla qualità all’offerta culturale, dalla  cura del verde alla qualità del trasporto pubblico, dall’attenzione alla salute pubblica all’accoglienza. Di seguito l’intervista rilasciata al Mattino di Padova.

«Alle prossime comunali vogliamo essere protagonisti. Questa è la città di monsignor Nervo, di Banca Etica, del Cuamm, di una grande tradizione del terzo settore. E le nostre 700 associazioni hanno molto da dire ai candidati sindaco». Emanuele Alecci è il presidente del Csv (Centro servizio volontariato), un passato nella Caritas e da presidente del Movi. Oggi rappresenta il grande mondo del “non profit” e ha in mente un percorso di confronto politico. Perché la «città del terzo settore» vuole contare.

Alecci, sfiderete anche voi i candidati sindaco?

«Noi con la nostra attività di volontariato facciamo politica. E la politica deve interessarsi a noi. Abbiamo avviato un percorso di confronto tra associazioni e definito una linea: alle elezioni dovrà esserci una partecipazione autonoma dei corpi intermedi solidali».

Con quale obiettivo?

«Siamo per un protagonismo. Non siamo più nel periodo in cui possiamo accettare una logica lobbistica. Chiederemo conto a chi verrà eletto dei suoi impegni. Mettiamo a disposizione un laboratorio che sarà una sorta di centro studi per la città. Verificheremo i nostri temi con i futuri amministratori».

Quali sono i vostri temi?

«Il sociale, ovviamente. Ma anche la gestione condivisa dei beni comuni. E la cura dell’ambiente, visto che Padova è tra le città più inquinate d’Italia. E che invecchia sempre più».

In campagna elettorale si parlerà del nuovo ospedale.

«Giusto discuterne, ma è proprio a causa dell’invecchiamento che molti servizi sanitari dovranno arrivare a domicilio».

E il tema immigrazione?

«Serve una città accogliente. Alzare muri non porta a nulla. C’è il lavoro quotidiano di tante associazioni per l’inclusione sociale. Vogliamo che i politici vengano a vederlo».

Su questo però c’è, anche nei politici, il sospetto che una parte delle cooperative faccia in realtà solo business.

«Noi facciamo un percorso di auto-controllo per smascherare chi ne approfitta. Su questo c’è un impegno vero».

Il mondo del volontariato è diventato diffidente nei confronti della politica?

«C’è una maggiore lontananza, ed è un segnale preoccupante. A Padova c’è un tasso molto alto di consapevolezza dell’importanza del volontariato. Pensiamo al 5 per 1000: qui ci sono tantissime donazioni e molte indirizzate a livello locale».

Padova era anche la città di Civitas.

«Ricordo che alla seconda edizione abbiamo accolto Romano Prodi e firmato con lui il patto con il mondo associativo».

É arrivata la crisi, oggi il Comune ha meno risorse.

«Il nostro impegno è dare indicazioni sostenibili. Non chiediamo soldi ma attenzione».

Claudio Malfitano

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la fotografia è di Giovanni Umicini