Rigenerare spazi e legami sociali

“Le nostre città sono piene di vuoti. I vuoti creano paura e tensione. La paura e la tensione generano chiusura. La chiusura genera esclusione. E’ un perverso meccanismo che, alimentato dal difficile quadro globale della nostra contemporaneità, porta ad egoismi e rottura dei legami sociali. Agire i conflitti, aprire spazi di condivisione, dimostrare che percorsi partecipati portano a soluzioni concrete dei problemi è, certo una strada difficile, ma l’unica praticabile per ricostruire e rigenerare non solo gli spazi ma la convivenza sociale”. E’ con questa consapevolezza, raccontata dalla presidente Vilma Mazza, che l’associazione Ya Basta-Caminantes si è unita al gruppo di realtà impegnate nella rigenerazione urbana dell’area di Piazza Gasparotto a Padova.

Piazza Gasparotto, che si apre a sorpresa da Corso del Popolo, è una piazza sui generis: circondata da un quadrilatero di edifici, non visibile dal corso principale è ciò a cui non si pensa quando si immagina una piazza. Gli edifici un tempo erano popolati da banche ed uffici e la “piazza” era luogo di passaggio. Nel tempo le attività commerciali hanno abbandonato l’area e i pochi abitanti si sono arresi al degrado e allo spopolamento. In questo scenario la Cooperativa Est ha lanciato la sfida aprendo nel 2014 il co-working CO+, seguito dall’apertura del Circolo Hub, curato dall’ASD Gioco Anch’io. A queste due realtà man mano si sono aggiunte altre associazioni e cittadini, mossi dalla volontà di impegnarsi in prima persona per rivitalizzare quella parte di Padova che sembrava dimenticata, anche dalle Istituzioni. Nasce così uno degli incubatori più interessanti, anche a livello nazionale, di rigenerazione urbana e di progettazione partecipata, dove si contribuisce alla pari, principalmente tra soggetti del Terzo Settore.

L’associazione Ya Basta–Caminantes, impegnata da 20 anni a promuovere il volontariato tra i giovani si è fatta promotrice in particolare di due progetti: ConNEETere, realizzato anche grazie al contributo del Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova, e Storyborder. Entrambi i progetti hanno coinvolto giovani di diversa provenienza culturale e geografica con l’intento di farli divenire protagonisti di un progetto comune, oltre l’individualismo, la chiusura in piccoli gruppi, l’autoreferenzialità che attraversa le giovani generazioni. Il risultato è che oggi piazza Gasparotto è sede di diversi eventi, rivolti non solo ai giovani, di un orto fuori suolo e di un incubatore di nuove idee e nuove forme d’impresa.

Questa è una delle esperienze più significative di riappropriazione di spazi, ma non l’unica che il mondo del Terzo Settore ha sviluppato in provincia come dimostrano il Parco Buzzaccarini di Monselice, gestito dall’associazione Enars; la Comunità per le Libere Attività Culturali che riunisce 14 associazioni nell’area dell’ex Macello a Padova; il Coordinamento associativo nato per il riutilizzo del Centro Bachelet a Battaglia Terme. Queste realtà sono tutte testimonianze che rendono evidente la capacità del mondo del volontariato di costruire progetti e percorsi che generano socialità, connessioni, e che, di conseguenza, portano ad una riduzione delle conflittualità. Perché, come conclude Vilma Mazza “I luoghi sono chi li popola, traggono forza da chi li anima, rivivono se c’è un’energia collettiva che riaccende la spina del desiderio.”