La bufala di Natale

E’ maggiore il danno causato da chi lancia un falso allarme o quello di chi diffonde, anzi urla, false notizie? Il caso di Rozzano che ha tenuto le prime pagine dei giornali per un paio di giorni e che ha visto gli inviati dei Tg nazionali al lavoro, crea uno scoramento davvero difficile da superare se non con “l’ottimismo della volontà”. 

La storia, in sintesi, è quella di un preside che viene accusato di aver vietato il concerto di Natale e di aver fatto togliere i crocifissi dalle aule. La notizia appare su il Giorno del 27 novembre. Il giorno dopo, il sindaco di Rozzano interviene chiedendo al dirigente di “ripristinare” la festa e il comportamento del dirigente viene segnalato all’Ufficio Scolastico Regionale. E si scatena la bagarre. I media e i partiti trasformano la (falsa) vicenda in uno scontro di civiltà e nessuno si preoccupa di verificare la veridicità di quanto diffuso dalle pagine locali de il Giorno.

Ci cascano tutti, compreso il Presidente del Consiglio, eppure bastava ascoltare l’intervista pubblicata  dal Corriere della Sera per capire come si fosse davanti ad una storia montata ad arte: le equilibrate parole del preside intervallate dalle interviste a genitori che commentano per sentito dire, lo stupore del giornalista che in un’aula trova un crocefisso e una madonnina… Ai paladini dei “valori” in malafede non pare vero di poter sollevare polveroni mentre i social grondano livore  senza accorgersi che genitori e insegnanti manifestano (con un enorme striscione) in favore del preside.

La sera del 28 Marco Parma pubblica sul sito della scuola una lettera in cui ricostruisce la vicenda, spiega che il suo unico no “riguarda la richiesta di due mamme che avrebbero voluto entrare a scuola nell’intervallo mensa per insegnare canti religiosi ai bambini cristiani: cosa che continuo a considerare inopportuna” e si dichiara pronto a dimettersi.

Ora grazie anche a siti come www.valigiablu.it un po’ di chiarezza si è fatta largo costringendo molti a fare un po’ di marcia indietro utilizzando però la vicenda per rispolverare vecchi cliché sul Natale, il presepe e tradizioni varie.

Ma anche Padova è stata sfiorata da questa vicenda e a farne le spese è stato il vescovo che di fronte al travisamento delle sue dichiarazioni risponde: “Non sono contro la presenza della religione nello spazio pubblico, né tantomeno contro le tradizioni religiose, ma né le religioni né le tradizioni religiose possono essere strumenti di separazioni, conflittualità, divisioni. Fare un passo indietro non significa creare il vuoto o assecondare intransigenze laiciste, ma trovare nelle tradizioni, che ci appartengono e alimentano la nostra fede, germi di dialogo”.

Donatella Gasperi

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